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Nome: Marco
Sono l'elfo del bosco e come tale osservo gli umani che vanno e vengono senza vedermi.
Vivo tra di loro, abitando un fungo (velenoso...così nessuno mi mangia casa !) sentendomi fuori posto e fuori tempo.
Sono convinto di essere nato con almeno 600 anni di ritardo, ma ormai sono qui e mi devo adattare.....
Eppure ogni tanto compare qualcuno come me e in quel caso la stradina del mio bosco diventa visibile !
Fatevi un giro dalle mie parti e se vi piace l'ambiente.....provate a trovarmi !
:-D
Un elfo-bacio
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Un Robin Hood con la piadina

Ecco un personaggio che ebbe un’eco tale da travalicare il suo secolo di appartenenza (XIX) e arrivare in piena forma fino a noi.
Si tratta di Stefano Pelloni detto “Il Passatore”.
La sua figura storica è ben delineata, ma a questa si sovrappone quella creata dalla leggenda popolare e dalla tradizione contadina.
Siamo alla prima metà dell’800 (nasce nel 1824 e muore nel 1851) in una Emilia Romagna pre-unitaria, ancora facente parte dello Stato Pontificio.
Sono anni caldi in tutto l’Europa, caldissimi in Italia (non per nulla il famoso detto “è successo un 48” riferisce proprio al 1848 : andatevi a vedere cos’è successo nel continente durante quel solo anno !!).
In questa tormentata “era” di passioni nazionalistiche e di ribellioni continue, la Romagna diventa a tutti gli effetti la terra dei briganti (come anche buona parte del meridione : ricordate l’immaginario personaggio di Rinaldo Dragonera della notissima commedia musicale ?) .
Qualcuno la definì “il Messico d’Italia” non senza ragione.
Il Passatore, che eredita questo nomignolo dal mestiere del padre che faceva il traghettatore fluviale, è storicamente un bandito.
Fa la parte del leone in una numerosa banda di rapinatori, della quale non è il capo ma uno degli elementi di spicco.
Viene descritto come un uomo di media statura (1,70 circa), dal viso lungo, la fronte ampia, pallido, senza barba e con uno sguardo truce.
La sua carriera è costellata di rapine, violenze, omicidi efferati ma anche una straordinaria abilità nello sfuggire alla cattura, grazie alla conoscenza di boschi, montagne e campagne e senza ombra di dubbio grazie all’aiuto di una serie numerosissima di basisti, informatori e simpatizzanti tra la popolazione, che lui ricompensava con somme sostanziose.
Ed è forse da questa abitudine che nasce la sua leggenda di “Passator Cortese”, come lo definì lo stesso Giovanni Pascoli, una sorta di Robin Hood al lambrusco che rubava ai signori e donava alla gente comune vessata da tasse e balzelli.
Altrettanto influente dev’essere stato il “senso del teatro” tipico della banda, che per spregio verso l’autorità "firmava" i suoi colpi dichiarando a voce alta il nome di battaglia del suo uomo di punta : "Stuvan de Passador".
Di certo rimane leggendaria (ma anche molto “istruttiva” sui metodi adottati) l’impresa di Forlimpopoli, quando la banda del Passatore si introdusse di nascosto all’interno del Teatro e nell’intervallo della rappresentazione fece aprire il sipario con i banditi schierati sul palco per poi rapinare i signori presenti, chiamati uno ad uno per nome in un appello-sberleffo e tenuti in ostaggio per oltre tre ore.....ma pare terminato anche con alcuni stupri ai danni delle signore in sala.
E’ più amato che temuto dalla gente, che vede i suoi successi come una sorta di riscatto sociale, in molti travisano la sua figura presentandolo come un ribelle anti-papale e anti-austriaco (persino Garibaldi cadde in questo equivoco).
Tale è l’abilità della sua banda che per anni e anni sfugge tanto ai gendarmi papali che all’esercito austriaco, arrivando persino ad occupare “militarmente” alcuni paesi per periodi nemmeno troppo brevi.
La carriera del Pelloni durerà dal 1848 al 1851, quando viene tradito da un uomo della banda a causa della ingente taglia messa sul suo capo.
Tale era la sua popolarità che il suo corpo venne portato su un carretto per le strade della Romagna, in una sorta di macabro “tour” che aveva il solo scopo di dimostrarne la morte.
E’ una cosa curiosa che un personaggio così controverso e chiaramente ben oltre i limiti della legge civile sia diventato un mito.
Indubbiamente il fascino del bandito, del coraggioso ribelle contro una legge oppressiva ed iniqua, l’uomo che si oppone fino alla fine mettendo i gioco la sua vita con sprezzo del pericolo, ha sempre fatto breccia nel cuore della gente....però è innegabile che certe “imprese” del Passatore poco hanno a che vedere sia con il patriottismo sia con la ribellione.
Ma è anche vero che ognuno è figlio della sua epoca e della sua terra, persino un brigante !
Dopo tutto la Romagna è terra famosa per il carattere sanguigno del suo popolo, la terra di grandi passioni politiche (“rossa” per tradizione fin dai tempi di Mazzini e del Passatore, ma che da anche i natali al Duce).....la terra di Peppone e don Camillo ! 
Scherzi a parte, non ci si deve troppo stupire se in un epoca così incerta, in cui l’autorità viene rapidamente a mancare, prevale il sangue caldo degli individui più coraggiosi e senza scrupoli.
Dopo tutto in altre parti di quella che sarà l’Italia e allora ancora non esisteva, ci sono rivolte, attentati degni dei migliori kamikaze odierni, spedizioni di “liberazione” forzata e molto altro.
Quando si parla di storia il contesto non giustifica, ma aiuta a capire.
Ma resta comunque il fatto che la sua storia è meritevole di essere raccontata, per lo meno come manifesto di un “momento” veramente particolare della nostra storia.
Elfo Barricadero
Curiosità 1)
A proposito di contesto storico : avete mai pensato che per l’impero Austro-Ungarico un uomo come Giuseppe Mazzini era probabilmente percepito come oggi da noi lo è Bin Laden ??? Un pensiero curioso vero ???
Curiosità 2)
Ma la signora Raffaella Roberta Pelloni sarà per caso una discendente del Passatore ???
Come sarebbe “chi è costei ?”.....
Eh già....tutti la conoscono con un’altro nome : Raffaella Carrà !






Notiziole dal Boschetto

Facciamo un pò aggiornamento sulla situazione, dopo un periodo di scarsa e saltuaria presenza sul mio povero blog.
La casa nuova è alla fatidica prova-estate.
Essendo una casa ristrutturata, con muri belli spessi, posso godermi un freschetto davvero piacevole, soprattutto al piano terra. Grazie al cielo si dorme benissimo !!
Prova superata a pieni voti !!
Le mie amate colline circostanti quest’anno sono straordinariamente verdi e rigogliose !
Mi ricorda molto da vicino le belle estati della mia infanzia, quando potevo uscire e girare anche nel piano pomeriggio senza morire di caldo.
Sarà forse perché abbiamo avuto un inverno normale ? Io ne sono convinto !
Purtroppo arrivo al sabato talmente stanco (sempre ammesso di avere il sabato non lavorativo...) che le mie gite tanto desiderate sono sempre troppo rade.
Ho scoperto una cosa straordinaria !
Ricordate i miei accenni alla storia della vecchina fantasma ? Ne avevo riparlato proprio quando ho postato le foto della casa nuova, perchè il posto dove io e mia sorella l’avevamo “incontrata” era vicinissimo a dove abito ora.
Ebbene, ho scoperto qualche settimana or sono che nello stesso posto pare sia stato avvistato lo spettro di un monsignore !
Sembra che l’ombra del religioso si aggiri nottetempo, armato di lume ad olio, nel passaggio coperto che porta dalla Chiesa vecchia al palazzo nobiliare antistante, passaggio posto proprio sopra il vicolo dove io avevo visto la vecchia !
Curioso vero ???
Ho iniziato ad impiegare una parte del mio (poco) tempo libero studiando un corposo manuale di Araldica ! E’ una disciplina complessa, ma fantastica !
Ne parlerò più diffusamente più avanti, ok ?
Elfo Chiacchierone
Genesi
L’origine del mondo è uno dei punti fondamentali di qualunque religione del passato e del presente e della maggior parte delle mitologie.
E’ interessante vedere come viene rappresentata nella culture tra loro più lontane...salvo trovare qualche versione davvero stramba o anche divertente !
Escludendo l’arcinota versione delle religioni Cattolica, Ebraica, Mussulmana che si basano sullo stesso punto di partenza, ecco qualche altro esempio.
Mitologia nordica
In principio c’erano solo il Niflheimr (mondo del ghiaccio) e il Muspellheimr (mondo del fuoco), tra i quali vi era solo il Ginnungagap (Vuoto sbadigliante) all’interno del quale si incontrarono fuoco e ghiaccio.
Ne nacquero il Gigante Ymir e la vacca cosmica Auohumla, che nutrì Ymir.
Auohumla lecco il ghiaccio e diede forma al primo dio Buri, che fu padre di Borr dal quale nacquero i primi Aesir (dei).
Ymir generò invece i Giganti.
Ma gli Aesir uccisero Ymir e con il suo corpo formarono il mondo.
Un mito splendido, molto immaginifico e anche un pò sanguinario che ben si adatta all’epicità intrinseca della mitologia nordica !
Egitto
Qui le cose si complicano : ci sono ben 3 “origini degli dei e del mondo” nate nei diversi centri sacerdotali.
Le riporto in sintesi (ringraziando Wikipedia per la suddetta sintesi che mi ha evitato un ml di testa e ore di ricerche tra i miei libri sull’Egitto)
Teologia Eliopolitana : il dio solare Atum nato dall’oceano primordiale Nun, prima della nascita del cielo e della terra creò con lo sputo Shu, il vuoto, e la dea Tefnut, l’umidità, che a loro volta generarono Geb e Nut, la terra ed il cielo dai quali, a loro volta, nacquero Osiride, Iside, Seth e Nefti i creatori dell’umanità.
Teologia Menfita : il creatore è Ptah, che con il cuore, sede del pensiero, e con la lingua, la parola datrice di vita, genera otto emanazioni di sé, gli dei, dopo di che creò anche le città ed i distretti egizi, insegnando agli uomini l’agricoltura e l'artigianato apportando benessere e prosperità al mondo.
Teologia Ermopolitana e Tebana : secondo i sacerdoti di Ermopoli (o Ashmunein = Città degli Otto) una collina di fango, Tatenen, sarebbe emersa dalle acque, originando otto dei primordiali, quattro maschili con testa di rana e quattro femminili con testa di serpente. La leggenda passata a Tebe muta in questo modo : gli dei avrebbero creato un uovo, da cui nacque Amon, il dio-sole.
Abbastanza scontato il forte legame di questa cosmogonia con gli elementi della vita nell’antico Egitto. Frequenti appunto i riferimenti all’umidità (Tefnut) o alla collina di fango (il limo del Nilo), ai 4 dei rana (anfibio e quindi anch’esso legato al Nilo) e i 4 dei serpente (con riferimento al deserto e al clima caldo).
Forse è al cosmogonia più confusa.
Australia
secondo gli aborigeni australiani gli dei o Antenati Creatori (che spesso non sono creature antropomorfe e variano da zona a zona e da tribù a tribù) crearono il mondo in una sorta di sogno, durante un periodo detto per l’appunto “Il Tempo del Sogno”.
Prima crearono l’uomo e in seguito gli animali, ma nulla di creato ex-novo, bensì sfruttando le masse di materia primordiale esistenti sulla terra.
Alla fine del processo creativo, gli Dei si mutarono in elementi della terra, in luoghi particolari (rocce fiumi, montagne).
Interessante notare che gli esseri umani vengono creati dalla creta, come nella Bibbia, ma a centinaia.
Molto interessante il concetto di Tempo del Sogno, che è una realtà non antica, non preistorica, ma proprio astorica, quasi una dimensione parallela accessibile attraverso il sognare.
Maya
Il testo sacro “Popol Vuh” racconta la versione locale della genesi.
All’inizio tutto era fermo e vuoto. C’erano solo il cielo e il mare. I Creatori, Tepeu e Gucumatz erano nell’acqua, circondati da luce, saggi e pensatori.
Poi nacque la parole. Tepeu e Gucumatz si parlarono e si trovarono d’accordo, unendo le loro parole e i loro pensieri.
Decisero della creazione, della crescita degli alberi, dei cespugli, della vita e della creazione dell’uomo.
Poi discussero sulla vita e sulla luce e di chi avrebbe dovuto provvedere al cibo e al sostentamento.
Fecero ritirare le acque lasciando uno spazio vuoto nel quale comparve la terra.
Poi dissero : “Che sia la luce, che venga l’alba nel cielo e sulla terra!”
“Terra!” dissero e immediatamente essa apparve. Si formarono montagne e valli e gli alberi.
Poi essi crearono gli animali selvatici, i guardiani dei boschi, gli spiriti delle montagne, i cervi, gli uccelli, i puma, i giaguari, i serpenti grandi e piccoli.
L’alba si avvicinava ed era l’ora di creare colui che li avrebbe venerati : l’uomo.
Dal fango fecero la carne ma l’essere creato non stava in piedi e si squagliava.
Allora lo distrussero e provarono a costruirle con il legno e queste figure vivevano e stavano assieme ma non avevano anima e non ricordavano i loro creatori.
Anche questi esseri furono annientati con un Diluvio.
Segue una serie di storie sulla lotta tra i Giganti e gli Dei.
Alla fine utilizzarono il mais per creare la carne dell’uomo e questo funzionò alla perfezione.
Fantasiosissima, assolutamente astrusa agli occhi di un lettore europeo, ma di grandissimo fascino.
Emblematico che l’uomo sia alla fine creato dal mais, alimento importantissimo per questi popoli.
Ricorre la lotta tra Dei e Giganti che riecheggia sia quella Nordica, sia lo scontro tra Dei dell’olimpo e Titani della mitologia Greca (per non parlare dei testi ebraici apocrifi dell’Antico Testamento, come il Libro di Enoch, che parlano anch’essi di giganti).
Sumeri
In principio vi era il Mare Primordiale (Nammu), eterno e esistente da sempre. Dal questi ebbe origine la Montagna Cosmica, formata da Cielo e Terra, ancora uniti insieme e non distinti. Il Cielo (il dio An) e la Terra (la dea Ki) generarono il dio dell'Aria Enlil. Dopo di ciò An "tirò" il Cielo verso di sé, mentre Enlil "tirava" la Terra, sua madre, separando per sempre i due elementi primigeni. Dall'unione di Enlil e Ki nacquero tutti gli esseri viventi, dei, uomini, animali e piante.
Sintesi estrema del mito sumero che ha aspetti complessi e alcuni concetti astratti estremamente interessanti ma intricati, come il concetto dei Me (forze di origine divina che mantenevano l’ordine universale) che erano 100 ma dei quali se ne conoscono meno di 70....e non vado oltre !
Giappone
Ecco infine la più divertente e se vogliamo sbarazzina delle cosmogonie !
E’ raccontata all’inizio del testo giapponese più antico che sia stato scritto, il Kojiki.
Gli dei “spuntano” ( così dice il testo !) nelle pianure del sommo cielo. Gli dei antichi sono molti, ma tra tutti la creazione spetterà a due in particolare : il sacro Izanaki e la sacra Izanami.
(trascrivo dal testo)
“I sommi essere del cielo dettarono alla Maestosa Coppia, Izanaki e Izanami, di consolidare la terra alla deriva e donarono loro una preziosa lancia magica. I due, roteando verso il basso la preziosa lancia dai flessuosi ponteggi del cielo, cagliarono una salsedine gorgogliante, e quando estrassero la lancia grumi di sale colarono dalla punta uno sull’altro fino a formare l’isola di Onogoro. Vi discesero, piantano una magnifica colonna ed eressero una dimora molto ampia. E lì Inazaki con fare solenne interloquì con la maestosa Izanami.
- Come è il tuo corpo ?
- Il mio corpo ? Sarebbe perfetto. Se solo non avesse una parte incompiuta, non del tutto chiusa.
- Il mio invece ha qualcosa di troppo. Potrebbe colmare la tua non tutta chiusa, per figliare le terre di un regno. Non credi ?
- Sì, d’accordo
- Allora veniamoci incontro e costeggiando questa superba colonna e uniamoci come si deve, Tu ruota a destra, io a sinistra
Devo spiegarvi cosa succede dopo ??? Non vi ha detto nulla la mamma ??? le api...i fiori...proseguiamo in breve.
A questo punto si incontrano e lei parla per prima. Da questo “vizio di forma” nascono figli difettosi e una terra inconsistente. I due tornano dai supremi dei e gli viene ordinato di tornare giù e correggere l’errore.
Da qui nasceranno il mondo e tutti gli esseri.
Interessante e anche unica questa forma”antropomorfa” della creazione che necessità di espliciti organi sessuali da parte dei Creatori ! Anche interessante la nota molto confuciana sulla precedenza dell’uomo in ogni cosa, compreso il parlare, soprattutto se si pensa che questa mitologia di matrice strettamente Shinto è antecedente al contatto con la Cina e il confucianesimo ! Predisposizione naturale al maschilismo ??
Come si può vedere tante versioni diverse, ma con in comune diversi punti e spunti.
Spero che a tutti coloro che leggeranno questa mia sintetica ed incompleta carrellata venga voglia di cerare e leggere i testi o per lo meno quelli reperibili (il Popol Vuh e il Kojiki sono in commercio e di facile reperimento, mentre di testi sull’Egitto e la mitologia Nordica ce ne sono a bizzeffe !).
Buone riflessioni e buona lettura
Elfo mitologico

Il destino è quel che è....

So che questa frase, tratta da uno dei film più divertenti della storia del cinema, può farvi sorridere, ma l’ho scelta perché si adatta alla storia che voglio raccontare, sebbene l’argomento che tratta non faccia ridere proprio per nulla.
Non si può scherzare sempre dopo tutto e le storie non sono sempre favole...ma vanno raccontate.
Tutti dovrebbero ricordare la data del 6 Agosto 1945.
Per chi non è forte in storia dovrebbe bastare un nome : Hiroshima.
Bene, c’è una storia incredibile che non conoscevo affatto, di cui sono venuto a conoscenza solo grazie ad un documentario ed è talmente poco nota da non avere pochissimi riscontri anche sul web.
E’ la storia di Enemon Kawaguchi, un operaio quarantenne giapponese che quel 6 Agosto stava lavorando negli stabilimenti Mitsubishi, portando avanti la sua faticosa vita da cittadino di un paese sotto l’assedio di un esercito nemico.
I bombardamenti degli americani sul Giappone erano ormai talmente frequenti e costanti che i giapponesi chiamavano i bombardieri B29 “B san” (Signor B) tale era la familiarità che avevano nel vederli volare nel cielo.
Quel giorno Enemon era a 5 km dal punto di esplosione dell’ordigno e quindi non subì i danni dell’esplosione diretta (che l’avrebbe vaporizzato) ma com’è ovvio ne fu profondamente danneggiato.
Era comunque uno dei “fortunati” che non erano stati uccisi dall’esplosione della prima bomba atomica della storia.
Subì gli effetti delle radiazioni, dell’onda d’urto, del calore (come disse lui stesso “un vento caldo come una fiamma ossidrica”) e tutte le sofferenze che spettavano ai sopravvissuti oltre allo shock per le atrocità che questa povera gente ha dovuto vedere nell’immediato dopo-bomba.
Soccorso e curato per quanto possibile (ricordiamoci che nessuno medico fino ad allora aveva dovuto confrontarsi con simili lesioni e con le conseguenze delle radiazioni) fu destinato nei giorni successivi ad un altra città.
Raggiunse la sua nuova meta, ma entrando nella periferia della città che sarebbe dovuta essere la sua nuova casa si bloccò all’improvviso in mezzo alla strada sentendo il rumore dei motori dei bombardieri in arrivo e vedendo sganciare ciò che gli aerei portavano si gettò a terra, in un canale, urlando come un pazzo, mentre i passanti lo guardavano increduli e costernati.
Era arrivato a Nagasaki il 9 Agosto del 1945 !!
Per quanto possa sembrare incredibile, sopravvisse anche alla seconda bomba, ma la sua mente non recuperò mai più e morì pazzo una decina di anni dopo per l’esplosione improvvisa di una micidiale forma tumorale.
Tutto ciò fece del povero Enemon l’unico uomo ad avere visto entrambe le bombe atomiche sganciate su popolazioni civili e poterlo raccontare.
Questa storia incredibile, dal forte sapore di “Samarcanda”, non può e non deve essere né ignorata né dimenticata, ma va anzi raccontata soprattutto a chi giustifica qualunque nefandezza con la ragion di stato.
Nonostante ciò non riesco a vedere quest’uomo come un eroe, ma piuttosto come il simbolo di tutta quella umanità che subisce (tanto oggi quanto nel passato più lontano) sofferenze indicibili, punizioni inflitte come conseguenze di decisioni prese da altri, da quelli che alla fine non scontano le loro colpe, da gente che nemmeno conosce l’esistenza e la “piccola” tranquilla vita dei tanti Enemon che popolano questo strano mondo.
E dopo tutto, spero solo che ora riposi tranquillo.....
O-yasumi nasai Kawaguchi san
Elfo emozionato
P.S. Ho deciso che da oggi manderò un pensierino e accenderò un lumino a questo sfortunato fratello nei giorni del 6 e 9 agosto, che valga anche per tutti i caduti di questa immane tragedia.
Istituisco una sorta di Enemon Day.
Gli Immutabili !

In questo periodo, grazie anche al peer to peer mi sono strafogato di interessantissimi documentari, puntate di SuperQuark, Ulisse, Atlantide, ecc....
Non posso resistere, essendo cresciuto con Quark del BVZP (Buon Vecchio Zio Piero).
E mi piacerebbe sapere da quale ominide discendono gli elfi, dato che la curiosità sembra un nostro carattere distintivo (altro che i nobili e altezzosi elfi di Tolkien).
Ed è proprio a proposito della evoluzione che scrivo questo post...
Mentre mi godevo le due bellissime puntate di Ulisse sull’evoluzione della razza umana (GRAZIE ALBERTO !!) ecco una vera e propria rivelazione.
A volte nemmeno l’evoluzione può superare certe abitudini....
Si parlava della questione riguardante la comparsa di una delle caratteristiche che distinguono la vostra specie da qualunque altra : l’estro nascosto.
Come molti sanno, l’estro è il periodo di fertilità delle femmine di ogni determinata specie.
Ebbene, le femmine umane sono le uniche a non palesare questo periodo, ed ecco perché il nome “estro nascosto”.
Pare che questo passaggio fondamentale sia avvenuto al tempo dell’Australopithecus, più o meno quando l’uomo scende definitivamente dall’albero e si avventura in un mondo pieno di pericoli e predatori, dove la sopravvivenza è difficilissima.
Nessuna vita all’interno della comunità va sprecata.
Ma in questo contesto qual’è il vantaggio dell’estro nascosto ?
Semplice : il maschio per poter avere la certezza di procreare è obbligato ad accoppiarsi ripetutamente con la stessa femmina e quindi occuparsi di lei per mantenere “l’esclusiva”.
Da questo atteggiamento derivano due effetti fondamentali :
1) nasce la vita di coppia, se vogliamo un primo concetto di “famiglia”
2) i maschi non hanno più necessità di contendersi le femmine e creare un harem, quindi si evitano inutili lotte intestine, violenze e uccisioni all’interno del gruppo.
Qui sorge la mia domanda....considerando che spesso e volentieri nei locali, discoteche, pub, ma anche per le strade, ai giardini...ovunque insomma, sono uso comune risse e scazzottate (o anche peggio) tra baldi giovanotti a causa di qualche bella signorina....COSA E’ ANDATO STORTO NEL PROCESSO EVOLUTIVO ????
Elfo scientifico
Cacca nello spazio
Con uno shuttle stiamo mandando cacca nello spazio. Meglio così, staremo più larghi, cacca nello spazio. Extraterrestri è in arrivo cacca nello spazio. Voi siete artisti, fate i cerchi nel grano, noi cacca nello spazio, cacca nello spazio.
(Cacca nello spazio - Caparezza)
Questa divertente (ma saggia) canzone di Caparezza è arrivata di pari passo con una piccola riflessione su una notizia che leggevo per puro caso qualche giorno fa.
Pare che oltre 10000 oggetti della dimensione superiore ai 10 cm gravitino attorno alla Terra.
Ma non stiamo parlando dei tanti satelliti che ci forniscono tanti utilissimi servizi ( e forse anche alcuni servizi meno gradevoli), stiamo parlando di detriti !
Sono resti di missioni spaziali, di satelliti guasti, comunque oggetti ormai inutili spediti chissà quando nell’orbita del nostro pianeta.
La maggior parte è collocata in orbite alte e quindi lontana dalle zone frequentate dalle missioni spaziali e quindi giudicata “non pericolosa”.
Ma intanto già si parla di rischio collisione tra satelliti civili (in realtà è già successo)....e nemmeno sappiamo COSA Usa, Urss, ecc...abbiano inviato lassù durante i periodi meno felici dei loro rapporti politici....
E ora ci si è messa pure la Cina, che per eliminare un vecchio satellite ha deciso allegramente di farlo saltare con un missile che lo ha frantumato in migliaia di piccoli detriti !
Mi inquieta pensare che stiamo invadendo nel modo più squallido anche lo spazio attorno al nostro piccolo ma ancora splendido pianeta.
Proprio l’uomo non può resistere alla inclinazione naturale di “usare” e danneggiare tutto ciò che lo circonda....è più forte di noi.
E lo dico facendo anche un bel mea culpa, perché dopo tutto, anch’io che uso tante piacevoli comodità, tra cui anche quella attraverso la quale vi sto parlando, sono in piccola parte motore di questa corsa al progresso incondizionato. Negarlo sarebbe ipocrita.
Si può tornare indietro ? Purtroppo no.
Però si può sempre sognare un progresso più intelligente, più ponderato se non nella sperimentazione almeno nello sviluppo e utilizzo delle tecnologie.
Altrimenti prima o poi arriverà qualche popolo alieno a bussare alla nostra porta per invitarci (speriamo pacificamente) alla salutare pratica della raccolta spaziale differenziata !
E nel frattempo, quando in una bella notte stellata guarderemo in alto, auguriamoci che quella piccola scia nel cielo sia una romantica stella cadente e non un volgare pezzo di lamiera che brucia nell’atmosfera....
Elfo orbitante
Vampiri perduti senza collare

Nella moda dilagante dei vampiri cartacei e di celluloide dalla discutibile credibilità e dalla desolante sdolcinatezza, ecco apparire un vampiro serio.
Anzi...una vampirina.
Sto parlando del romanzo “Lasciami entrare” di John A. Lindqvist.
I protagonisti centrali della vicenda sono Oskar, ragazzino sbalestrato e ai limiti (forse oltre) della malattia mentale ed Eli, una vampirina di 12 anni.
Insomma il romanzo inizia con la città funestata da una serie di omicidi da parte di un maniaco che terrorizza tutti.
Oskar, solo e umiliato come al solito, gioca nel cortile della palazzina quando sul castello di tubi incontra Eli. Sarà l’amicizia che cambierà la sua vita e il corso delle vicende.
Attorno i due, nel bel mezzo della più piatta periferia svedese anni 80, si muove tutta una serie di personaggi pazzeschi, partendo dai genitori di Oskar, separati ed in perenne litigio, lei ormai rassegnata ed indifferente, lui irresponsabile e beone, per arrivare all’uomo di mezza età, laido e pedofilo, che viaggia con Eli, l’accudisce e le procura il sangue ammazzando la gente.
Gli amici e compagni di scuola di Oskar si rivelano subito dei teppistelli che lo perseguitano con atti di bullismo degni delle cronache di oggi.
C’è poi una strana congrega che si riunisce in un bar della zona, che appare subito come la classica compagnia di “falliti” e nonostante ciò, trovatisi coinvolti nella vicenda, saranno i primi a capire cosa sta accadendo.
In questo sfacelo di umanità decadente e sconfitta, brilla come una stella la piccola Eli, che via va diventa sempre meno mostro (ma non preoccupatevi : le scene forti non mancano) e sempre più nero angelo custode di Oskar che, va ammesso, fa più paura di lei.
Il ragazzino è il vero enigma : gelido e ambiguo, diffidente e vigliacco ma capace di pensieri sanguinari di terribili vendette, indifferente al dolore sia subito che provocato, disperato nell’assenza di affetto che lo circonda, è decisamente un personaggio triste che troverà solo nell’amicizia stimolante con Eli un seppur vago tentativo di riscatto.
Contrariamente a quanto si può pensare dalle premesse deprimenti, il romanzo è assolutamente godibile, ben scritto, con un ritmo giusto tra scene orrorifiche e introspezione dei personaggi.
L’atmosfera è cupa e decadente, i personaggi molto ben delineati nel bene e nel male, non stereotipati e ricchi di luci e (tante) ombre.
Lo scrittore è abilissimo nel far trasparire gradualmente l’insospettabile lato umano di Eli (che dopo tutto umana è stata) rendendo quasi con delicatezza la solitudine della piccola vampiretta itinerante, la sua brillantissima intelligenza, il suo affetto per Oskar e per contrasto la sua natura predatoria espressa di tanto in tanto sia negli atti che nelle parole.
La dolcezza con cui descrive il nascere dell’insperata amicizia tra Eli e Oskar è forse il fiore all’occhiello del romanzo.
Insomma, un libro da leggere assolutamente per chi ama i vampiri che si elevano un tantino al di sopra del livello-Buffy.
Elfo notturno
P.S: da questo libro è stato recentemente tratto un film.
Non so che dire....la pellicola è guardabile, ma manchevole sia nella trama che nell’atmosfera e del tutto privata di OGNI scena horror di vampirismo descritta nel libro.
Mah....non ve lo consiglio, ma non è proprio da buttare. Fate voi !
Che freddo c’era, maledetta primavera !
Dopo due giornate trascorse a lavorare all’aperto non posso che maledire questo gelido Aprile...tra l'acqua, il vento e la temperatura in picchiata (ieri eravamo ad un mesto +9) è un miracolo che non mi sia buscato un raffreddore.
E’ paradossale se si pensa che io adoro il freddo !
Ma insomma, dopo un inverno vero, freddo, nevoso e maledettamente lungo aspettavo la primavera per godermi finalmente qualche bella camminata sulle mie amate colline ora, finalmente, a portata di mano.
Invece acqua giorno e notte.
Però oggi mi sono goduto al primo spiovere uno spettacolino davvero bello !
Le cime delle colline erano del tutto scomparse tra bassissime nuvole e il bosco svaniva in lontananza in una nebbia misteriosa....
Tanta è stata la voglia di infilarsi su un sentierino e immergersi in quello strano scenario.
Ma si vede che gli anni pesano anche per me, la stanchezza della giornata ha prevalso e me ne sono filato a casa.....e nemmeno la macchina digitale mi ha voluto aiutare : pile scariche !!
Quando una giornata vuol’essere dispettosa è meglio non contraddirla.
Elfo brumoso